L'acciaio inossidabile 316 e l'acciaio inossidabile 316L sono entrambi austenitici, con livelli simili di cromo (16-18%), nichel (10-14%) e alto contenuto di molibdeno (2-3%). La differenza principale è il contenuto di carbonio dell'acciaio 316L inferiore allo 0,03%, rispetto allo 0,08% massimo dell'acciaio 316. Un contenuto di carbonio inferiore riduce significativamente la precipitazione di carburi di cromo durante le operazioni di saldatura.
316 contro 316L
*
Il carburo di cromo precipita ai bordi dei grani in presenza di temperature elevate, in particolare tra 450 °C e 850 °C, come nelle zone termicamente alterate della saldatura. Questa "sensibilizzazione" impoverisce localmente il cromo e causa suscettibilità alla corrosione intergranulare, soprattutto in ambienti aggressivi con presenza di cloruri.
Prestazioni, resistenza alla corrosione e saldabilità
Fattori di resistenza alla corrosione
L'acciaio inossidabile 316 e l'acciaio inossidabile 316L presentano un'elevata resistenza alla corrosione atmosferica e chimica grazie al loro contenuto di molibdeno del 2-3%. La differenza tra l'acciaio inossidabile 316 e il 316L risiede nelle loro prestazioni post-fabbricazione: il contenuto di carbonio del 316L è ≤0,03%, rispetto al ≤0,08% del 316, riducendo sostanzialmente la precipitazione di carburi ai bordi dei grani dopo la saldatura. Questa proprietà rende l'acciaio inossidabile 316L ottimale per ambienti con esposizione persistente a cloruri e acidi, come hardware nautico, tubazioni di processo e serbatoi chimici, mantenendo la resistenza alla corrosione per vaiolatura e fessurazione, anche nelle zone di saldatura.
Considerazioni sulla saldabilità
L'acciaio inossidabile 316L offre una saldabilità superiore per le strutture saldate nei settori edile, medico e chimico. Il suo basso contenuto di carbonio (<0,03%) inibisce la formazione di carburo di cromo durante l'esposizione al calore, prevenendo la corrosione intergranulare e la perdita di resistenza alla corrosione nei giunti. Questa caratteristica evita saldature deboli, formazione di ruggine e costosa manutenzione, rischi che si presentano quando l'acciaio inossidabile 316 viene utilizzato in modo improprio in applicazioni con elevata densità di saldatura o cicli termici ripetitivi. Ad esempio, i dispositivi di impianto medicale, i recipienti a pressione e le apparecchiature per la lavorazione alimentare utilizzano esclusivamente 316L per evitare guasti nelle zone di saldatura.
Sfide nel distinguere 316 vs 316L
I limiti dell'ispezione visiva
L'acciaio inossidabile 316 e l'acciaio inossidabile 316L sono visivamente indistinguibili. Colore, lucentezza e finitura superficiale identici rendono i controlli ottici inefficaci per la conferma della qualità. Produttori, fabbricanti e fornitori rischiano di etichettare in modo errato durante l'approvvigionamento, lo stoccaggio e l'assemblaggio. Una selezione imprecisa compromette la qualità della saldatura, riducendo i vantaggi dell'acciaio inossidabile 316L rispetto all'acciaio inossidabile 316. Una corrispondenza errata aumenta le operazioni di manutenzione e può violare la conformità agli standard nei settori farmaceutico, alimentare e dei dispositivi medici, dove è obbligatorio il basso tenore di carbonio.
Rischi di identificazione errata
Le strutture saldate che utilizzano 316 anziché 316L favoriscono la corrosione intergranulare nella zona termicamente alterata, riducendone la durata utile. Gli ambienti ricchi di cloruri accelerano questo degrado: tra gli esempi figurano tubazioni marine, serbatoi chimici e apparecchiature di processo che operano a temperature superiori a 450 °C. Un singolo errore può innescare costosi tempi di fermo non programmati. Errori ripetuti comportano il rischio di sanzioni finanziarie, richieste di garanzia e perdita di tracciabilità. Gli audit normativi richiedono spesso la prova del grado, evidenziando l'importanza di una verifica accurata dei materiali. L'analisi XRF ED con uno spettrometro XRF a dispersione di energia, in particolare dispositivi XRF ED portatili come il Lonnmeter, fornisce una differenziazione elementare essenziale per una gestione precisa dei materiali e per la distinzione tra acciaio inossidabile 316 e 316L per applicazioni di saldatura.
ED-XRF --Lo strumento affidabile per l'identificazione dell'acciaio inossidabile
Principi della spettrometria ED-XRF
La fluorescenza a raggi X a dispersione di energia (ED-XRF) quantifica la composizione elementare misurando le emissioni di raggi X caratteristiche da campioni di acciaio inossidabile. Lo spettrometro eccelle nel distinguere l'acciaio inossidabile 316 dall'acciaio inossidabile 316L misurando con precisione le concentrazioni degli elementi di lega, inclusa la soglia chiave del carbonio che definisce le differenze tra i gradi di acciaio inossidabile 316 e 316L. L'ED-XRF non richiede standard di calibrazione, calcolando direttamente le concentrazioni attraverso il metodo dei parametri fondamentali (FP) per tutti gli elementi primari come Cr, Ni, Mo e Fe. Grazie a un rilevatore di deriva al silicio, l'ED-XRF fornisce analisi non distruttive in tempo reale, adatte per siti di fabbricazione e laboratori di controllo qualità. La correzione della matrice e gli algoritmi software garantiscono risultati con precisione di laboratorio senza richiedere la dissoluzione del campione o il trattamento superficiale.
Vantaggi rispetto ai test convenzionali
L'ED-XRF semplifica la verifica della qualità rispetto all'incisione chimica o all'analisi distruttiva. Gli operatori distinguono istantaneamente tra acciaio inossidabile 316 e 316L per applicazioni di saldatura, inventario e conformità. Una singola scansione fornisce profili completi della lega, supportando una rapida garanzia di qualità e riducendo al minimo il rischio di confusione di qualità. Questo metodo aumenta la produttività, riduce i costi complessivi dei test ed elimina i ritardi insiti nei flussi di lavoro di laboratorio fuori sede.
Utilizzo dell'analizzatore di leghe XRF Lonnmeter per la verifica 316/316L
Caratteristiche principali e parametri di prestazione
L'analizzatore XRF di leghe Lonnmeter esegue scansioni elementari ad alta risoluzione, individuando gli elementi di lega nell'acciaio inossidabile massiccio. La sua spettrometria misura con precisione il basso contenuto di carbonio, fondamentale per distinguere l'acciaio inossidabile 316 dall'acciaio inossidabile 316L, che differiscono principalmente per la frazione di carbonio inferiore allo 0,03% nel 316L. L'elevata resistenza all'umidità e alla polvere, la custodia robusta e la protezione dagli urti consentono un utilizzo affidabile in acciaierie, officine di fabbricazione e cantieri edili. Il funzionamento è semplice e richiede una formazione minima. L'interfaccia supporta la creazione di report digitali con esportazione in formato CSV e PDF per i registri di conformità. Portatile, alimentato a batteria e con un peso inferiore ai due chilogrammi, Lonnmeter consente l'analisi XRF ED in loco e la tracciabilità nella gestione dell'inventario.
Perché richiedere un preventivo
L'analizzatore XRF Lonnmeter riduce gli errori degli operatori e le costose rilavorazioni automatizzando la determinazione del grado. I team di assistenza ottimizzano il flusso di lavoro e la garanzia della qualità con risultati digitali, riducendo al minimo i tempi di inattività. Richiedendo un preventivo, i team possono accedere a configurazioni di dispositivi personalizzate, supporto tecnico e formazione per un'implementazione ottimale in tutte le applicazioni critiche di identificazione delle leghe.
Domande frequenti
Qual è la differenza principale tra l'acciaio inossidabile 316 e 316L?
L'acciaio inossidabile 316L limita il contenuto di carbonio a meno dello 0,03%, rispetto allo 0,08% dell'acciaio inossidabile 316.
Perché il 316L è più adatto alle strutture saldate?
Il basso tenore di carbonio del 316L blocca la formazione di carburo di cromo nelle zone di saldatura e nelle zone termicamente alterate. Ciò previene la sensibilizzazione, mantenendo la resistenza alla corrosione dopo la saldatura o l'uso ad alte temperature.
Data di pubblicazione: 26 febbraio 2026



